20. Giuseppe Carpani. Le Haydine, ovvero, Lettere sulla vita e le opere del celebre maestro Giuseppe Haydn. Padua, Minerva, 1812.

Veniamo ora al Boccherini. Questo valentissimo professore di violoncello, e compositore originale e profondo, fu tra i pochi che, provvisti di rara sensibilità e di maschio ingegno, levarono nel p.p. secolo colle loro scoperte ed invenzioni la musica strumentale ben presso a quell'apice di perfezione cui l'Haydn la condursse dappoi. Si pretende da alcuni ch'egli fosse l'inventore del quartetto; ma s'ingannano, perchè composti ne avevano a milanta i sinfonisti alemanni, e l'Haydn pure scritti ne avea non pochi prima di lui. Non è però a negarsi che coll'Haydn divide il Boccherini l'onore d'avere mostrato e determinato il genere ed il carattere di questa eletta sinfonia da camera; se non che alle forme datele dal Boccherini e dall'Haydn aggiunse di suo quest'ultimo tanto brio e tanta varietà, e tanti e sì nuovi e sì rari abbellimenti, che pel primo quartettista del mondo fu ben tosto riconosciuto. Dove il primato d'invenzione non può nemmeno dal Mozart contrastarsi al Boccherini, si è nel quintetto.(...)

[A Vienna] strinse ben di buon'ora coll'Haydn quel vincolo d'amicizia che durò poi tutta la vita fra questi emuli, e non mai rivali, quantunque gareggiassero pel primato della musica strumentale. L'originalità, il sapore e la dottrina, di cui erano asperse le opere del Boccherini, eternarono la sua fama, e servirono allo sviluppo del genio Haydiniano. Lo stile del maestro lucchese teneva alquanto dell'ecclesiastico e del fugato, nè spoglio era giammai, anche nei pezzi concitati, de quel colore di tenera melanconia che è proprio degli uomini mansueti e dabbene. Tale era il Boccherini, da' cui fianchi non si scostavano mai l'ingenua bontà, la vera modestia e la più esemplare devozione. I suoi larghi sono insigni per la dolcezza e venustà del canto, nonchè per la maestosa sodezza del contrappunto. Veramente mirabile e magistrale ne è la condotta. L'Haydn lo imitò a segno negli andanti, e nella distribuzione ed intreccio delle parti, che taluno ebbe a dire: essere stato il Boccherini l'Amasia, se non la moglie, dell'Haydn. Non rigetto questa sentenza; ma v'aggiungo, che nelle sinfonie a grande orchestra la timida e gentile consorte rimane molto indietro dell'igneo ed animoso marito.


Now we come to Boccherini. This most worthy proponent of the cello, and original as well as profound composer, was among the few in the last century who, equipped with rare sensibility and masculine genius, through their discoveries and invention raised instrumental music very nearly to that apex of perfection which Haydn afterward attained. Some have claimed that he was the inventor of the quartet; but they are deceived, because the German symphonists had boasted of composing them by the thousand[?] and Haydn also had written not a few before him. However it cannot be denied that Boccherini shares with Haydn the honor of having shown and determined the type and the character of this élite chamber symphony; only that to the forms given it by Boccherini and by Haydn, the latter added such fire and variety, and such new and choice embellishments, that he very soon became known as the greatest quartet composer in the world. Where not even Mozart may compare with Boccherini for pre-eminence of invention is in the quintet. (...)

[In Vienna, Boccherini] early formed that bond of affection with Haydn which then lasted lifelong between these competitors, never rivals, although they vied for supremacy in instrumental music . The originality, the flavour and the learning which abound in Boccherini's works make his fame eternal, and served in the develop-ment of Haydn's genius. The style of the Luccan master retained something of the ecclesiastic and of the fugato; nor did it ever divest itself, even in excited pieces, of that color of tender melancholy which is proper to mild and honest men. Boccherini himself was like this, from whom ingenuous goodness, real modesty, and the most exemplary devoutness were never absent. His Largos are imbued with the sweetness and beauty of song, as well as masterly solidity of counterpoint. Their construction is truly wonderful and skilful. Haydn imitated him particularly in Andantes, and in the distribution and interlacing of parts, so that someone said: Boccherini was the Amasia, if not the wife, of Haydn. I do not reject this saying; but I would add that in the symphonies for big orchestra, the timid and gentle consort remains well behind the fiery, lively spouse.